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ianilo marchesi carcinoma infiltrante scarsamente differenziato

Combatto una malattia al collo nella parte cervicale laterale sinistra, e due tumori ai polmoni. Nel 2006, ho fatto terapie intensive di chemio e 36 trattamenti di radio. Nel 2007 recidiva dei noduli laterocervicali con aumento delle dimensioni, dovendo cosi fare di nuovo trattamenti di chemio. Continuo a combattere, credere sempre. Per scrivermi e ne vuol far partecipe i lettori del blog. ianilo@gmail.com

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** La verità alle volte è più vicina di quanto si creda, ed alle volte si può nascondere nelle righe di qualche paragrafo.** Se il mio blog può essere di aiuto a qualcuno, ne sarò felice.

sabato, novembre 03, 2007

Chemio più efficace con gli impulsi elettrici

La membrana delle cellule malate diventa più permeabile ai farmaci. Questa nuova tecnica viene utilizzata in cinque ospedali italiani.

C’è una tecnica nuova per combattere le metastasi cutanee di alcuni tumori o le neoplasie della pelle che non rispondono più ai trattamenti convenzionali: l’elettrochemioterapia, ossia un metodo che sfrutta un particolare effetto fisico, chiamato elettroporazione, che “apre la strada” ai farmaci che devono colpire le cellule tumorali, potenziandone gli effetti.

L’Istituto San Gallicano di Roma è tra i primi, in Italia, a praticarla (insieme all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, l’azienda ospedaliera San Giovanni Battista – Le Molinette di Torino, il Policlinico Umberto I di Roma e il Policlinico di Padova), e Stefania Bucher, primario del reparto di chirurgia plastica ricostruttiva, spiega in che cosa consiste: «L’elettrochemioterapia - chiarisce - associa un effetto fisico, l’elettroporazione della membrana della cellula (la temporanea apertura di “pori” nella membrana stessa, ndr), all’effetto della chemioterapia con cisplatino e bleomicina in bassi dosaggi, somministrati per endovena.

Gli impulsi elettrici applicati, brevi e intensi, aumentano la permeabilità delle cellule ai farmaci e causano così la morte delle cellule neoplastiche, cui segue la formazione di un nuovo epitelio».
Questa tecnica si utilizza, quasi sempre, in day hospital e con l’ausilio di sedativi.

In base ai dati raccolti da diversi studi internazionali, e confermati dall’esperienza dei dermatologi del San Gallicano, il tasso di risposte è attorno all’85 per cento dei malati; il metodo viene usato per il melanoma e per altri tumori della pelle come i carcinomi basocellulari e quelli spinocellulari, nonché per le metastasi cutanee dei tumori della mammella; si stanno inoltre studiando ulteriori applicazioni, quali quella sul sarcoma di Kaposi.

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