Un «biochip» contro i tumori
Ciao, son tre giorni che sto bene, mi sento in forze ed anche a livello mentale continuo a non accettare che abbia sto bastardi in corpo e faccio finta che sia un malessere che devo combattere con le terapie. Alla mattina mi alzo prestissimo, alle 6 in piedi, stamani sono le 4 e sto scrivendo il post del blog, continuo la cura di cortisonici e bustine di tachidol, fra poco mi frullo l'aloe erborescens. Credere e combattere questo sto facendo.Se fosse comela macchinetta che usavo per controllare tutti i giorni il tassodiabetico della mia povera mamma, sarebbe facile da usare.
Un piccolo dispositivo collegato a un computer per diagnosticare quattro tipi di cancro.
COME FUNZIONA - La macchina impiega un particolare biochip collegato a un piccolo computer che, affiancato agli attuali marcatori biologici, potrebbe dare risultati eccellenti sulla diagnosi del cancro.
Un esame, a basso costo, che in futuro potrebbe essere effettuato anche a casa. Il progetto è ancora in fase di validazione e solo tra un anno sarà possibile sapere se i risultati saranno ottimi come si spera. «Il sistema è ottimizzato per la diagnosi di quattro tipi di tumore: seno, colon, prostata e fegato – spiega il professor Roberto Solaro del dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa -. Il funzionamento è semplice: basta inserire della macchina poche gocce di sangue per avere una risposta in tempo reale.
Il costo attuale per ogni esame è inferiore ai 20 euro e la macchina attualmente costerebbe sul mercato dai 2 ai 300 euro, ma se la validazione darà buoni risultati, il sistema potrà essere prodotto in serie e costare molto meno». Secondo il professor Solaro, in futuro il biochip potrebbe essere utilizzato dai pazienti autonomamente.
«Noi crediamo molto a questo progetto – spiega – e le sperimentazioni hanno dato risultati molto confortanti. Ovviamente non dobbiamo farci illusioni e solo al termine dei test di validazione, che si concluderanno il prossimo anno, potremmo dire se il sistema potrà essere utilizzato». Secondo i ricercatori, la macchina potrebbe essere d’aiuto anche per chi è già malato di tumore e segue la terapia. «Il biochiop potrebbe indicare l’evoluzione clinica del paziente – dice Solaro - e dunque far capire al medico l’efficacia o meno della cura».
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